đźš© Empoli, comunicato stampa

Sulle proteste degli agricoltori, la falsa narrazione e le strumentalizzazioni che il governo, in primis il ministro all’agricoltura Lollobrigida e l’onnipresente Matteo Salvini, stanno tentando in questi giorni abbiamo da dire la nostra come ComunitĂ  in Resistenza e Gruppo d’Acquisto Solidale.


Se le aziende agricole sono oggi in difficoltà non è colpa della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, ma di politiche dettate dalla grande distribuzione per cui alla base di tutto ci sta solo il massimo profitto. Il dislivello tra quanto un prodotto viene acquistato dal contadino e quanto viene venduto sugli scaffali è vergognoso.
I prodotti della terra sono acquistati ad una miseria dal produttore, i prezzi li fa la grande distribuzione e gli agricoltori sono costretti a svendere i propri prodotti.


La concorrenza con l’estero esiste, in paesi in cui la manodopera equivale quasi alla schiavitù ed i costi di produzione sono infinitamente più bassi rendono le aziende agricole di molti paesi europei non competitive.


Avevamo ragione quando, giĂ  ad inizio secolo, sostenevamo che i processi di globalizzazione saranno nefasti se riguarderanno solo le merci e non i diritti.


Oggi è profondamente sbagliato chiedere di poter aumentare le produzioni, richiesta peraltro avallata dalla comunità europea, attraverso il perseverare nell’utilizzo dei pesticidi.
Siamo al solito ricatto salute-lavoro. Per la salute del produttore e del consumatore è invece necessario vietare


l’ingresso in comunità di prodotti che non garantiscono la salute ed i diritti di chi li produce ovunque al mondo.


Alcuni pesticidi devono essere messi al bando a livello mondiale e il monopolio delle multinazionali sui semi deve essere abolito.
Le associazioni di categoria degli agricoltori italiani continuano le loro campagne contro gli animali selvatici (Lupi, Caprioli e Cinghiali) come se fossero la priorità, ma è solo fumo negli occhi in confronto al prezzo pagato per i prodotti della terra ed ai cambiamenti climatici.


Si, perché gli agricoltori saranno anche i primi a fare i conti coi cambiamenti climatici e le loro conseguenze.


Chi non ha ancora capito questo continua ad avere un approccio anacronistico e sterile al problema.


L’ invito agli agricoltori è a non farsi prendere in giro, questo era un territorio essenzialmente a vocazione agricola e se oggi non lo è più non è certo a causa della transizione ecologica o per colpa di Lupi e Cinghiali.


Al fianco di chi lavora la terra, per la salvaguardia dell’ ambiente e per il diritto alla salute della cittadinanza.


Per tutto questo siamo stati i primi ad aprire un G.A.S nell’empolese, gruppo d’acquisto ancora attivo.

CSA Intifada/ComunitĂ  in Resistenza Empoli