Continua la campagna “Offendere un fascista non è reato”: Sabato 31 luglio cena solidale antifascista

Il CSA Intifada/Comunità in Resistenza continuano la campagna “Offendere un fascista non è reatoper sostenere le spese legali di Marco.

Con lo striscione l’Antifascismo non si processa che abbiamo appeso ieri notte, rivendichiamo la legittimità dell’azione antifascista per limitare l’agibilità politica di qualsiasi espressione di intolleranza verso i deboli e i diversi che si presenti nel nostro territorio.

Ci fanno sorridere le dichiarazioni ipocrite degli esponenti locali di Fratelli d’Italia che commentano la condanna di Marco rivendicando il valore del rispetto dell’altro, con Poggianti che afferma che deve esserci un confronto democratico con attenzione al linguaggio da usare.

Pare che non abbiano mai ascoltato quello che ogni giorno pronunciano o propongono numerosi rappresentanti del loro partito, che per attrarre consenso elettorale nella crisi organizzano strategie comunicative che si dirigono a costruire nemici pubblici e alimentare un odio collettivo verso figure sociali deboli e discriminate.

Fa sorridere anche pensare allo stesso Poggianti che si sente offeso quando lo si chiama con il suo nome.

L’ipocrisia di questi personaggi e delle loro organizzazioni, non ci fa solo sorridere, ma ci fa anche sembrare di vivere in un mondo al rovescio.In realtà in un mondo al rovescio ci viviamo davvero, ma non è quello delle ipocrisie del linguaggio di questi politici.

È veramente un mondo al rovescio, dove le cose vanno all’incontro di come dovrebbero andare. Un mondo dove chi alimenta l’odio siede all’interno delle istituzioni democratiche e chi pratica la difesa dei valori dell’antifascismo viene condannato in tribunale.

Ma anche, un mondo dove la ricchezza sociale che produciamo con il nostro lavoro, arricchisce le tasche di chi ci sfrutta e pensa solo ai propri profitti; dove chi ingora cosa significhi costruire una famiglia o procreare, vuole decidere sui corpi altrui delle donne o sull’insegnamento da dare ai figli altrui; dove i corrotti che rubano 49 milioni sono seduti in parlamento, mentre i poveri che commettono piccoli reati per necessità sono rinchiusi nelle galere; dove chi rappresenta i cittadini e ha la responsabilità di tutelare il loro territorio, fa affari con la ‘ndrangheta e avvelena la propria gente e le proprie famiglie.

In un mondo al rovescio, il desiderio collettivo di rovesciarlo non si spegnerà mai.

E, fino a quando esisteranno espressioni di odio e intolleranza contro i diversi, i poveri e i soggetti più deboli, il nostro odio verso di esse e verso il modello di società che propongono, non si calmerà.

A nome di tutte e tutti noi, ringraziamo le numerose espressioni di solidarietà che Marco ha ricevuto in questi giorni sia a livello toscano che nazionale e le prime donazioni solidali che sono state inviate.Tutto ciò ci fa capire che nel nostro territorio siamo in tante e tanti ad avere la ferma convinzione che offendere un fascista non è reato.

Vi invitiamo a continuare a sostenere le spese legali di Marco: Con una DONAZIONE al conto corrente con IBAN It88c0760102800001030383135 con la causale OFFENDERE UN FASCISTA NON È REATO

Partecipando alla cena/pizzata solidale di sabato 31 luglio al Centro Sociale Intifada.

CSA Intifada/Comunitàinresistenza Empoli

Empoli antifascista