Grosso successo per l’iniziativa di ieri, 6 marzo, che, in occasione della ripresa del processo del 13 maggio, ha ufficializzato la costituzione del forum libertà di movimento, che agisce da circa otto mesi in varie parti d’Italia, anche in Toscana.
É questo un passaggio per noi, attaccati da uno stillicidio di processi grandi e piccoli, ineludibile che deve e puó essere accompagnato da un respiro generale che non sia quello dell’inutile piagnisteo sul potere repressivo ma quello della costruzione di pratiche e spazi di libertà.
Per questo poniamo all’ordine del giorno 4 punti caratteristici della prossima fase post elettorale:
aministia, chiusura dei CPT, antiproibizionismo e NON PUNIBILITÀ delle LOTTE SOCIALI.
I temi che saranno al centro della grossa iniziativa nazionale che ci sarà a Roma il prossimo 25 marzo – il giorno prima dell’incontro delle reti sociali previsto per il 26 marzo alla Sapienza di Roma (vedi appello ). L’assemblea, convocata sul titolo: “quando la guerra la faceva il centrosinistra” ha sviluppato con l’esperienza bolognese di San Precario (fatti incarcerare da Cofferati sindaco) ed i danni del modello toscano quanto la politica dell’Unione non sia in discontinuità con quanto successo in questi anni. Il tema dello stillicidio di processi che viene sapientemente utilizzato per tenere bassa l’attenzione pubblica ed al tempo stesso costringere a terreni arretrati e sottostare a ricatti la soggettività che lotta, costruisce reti sociali, si appropria dei beni comuni, delinea un orizzonte di trasformazione sociale.
Casi clamorosi ed eclatanti come gli accumuli di condanne per Luca Casarini (6 anni) e per Lorenzo Bargellini (4 anni).
Per questo intendiamo trasformare i processi in uno spazio pubblico, dove le udienze abbiano come protagonisti non i giudici ma i solidali con chi viene messo sotto processo.
L’assemblea è stato un momento di confronto politico generale:
sull’epoca in cui viviamo, sull’impossibilità per chi vuole cambiare il mondo, di navigare a vista, finendo per scimmiottare la politica istituzionale o, addirittura, assomigliando a sette religiose che gelosamente difendono i loro dogmi e le loro pratiche iniziatorie.
Del dibattito daremo un resoconto puntuale nei prossimi giorni.
PASSIAMO ALLE INIZIATIVE
Finiamola con il proibizionismo 11 marzo manifestazione a Roma.
Meeting point ore 16.00 P.zza Esedra Con 271 si e 190 no Montecitorio ha chiuso l’iter legislativo suldecreto legge sull’uso di sostanze. Il decreto legge Fini-Giovanardi è stato votato nonostante il parere contrario della maggior parte delle associazioni e cooperative che operano nel settore (ed il fallimento della conferenza governativa di Palermo disertata da tutti gli operatori dei servizi pubblici e delle comunità “non autoritarie”). La proposta è stata presentata all’interno del maxi-emendamento sulle Olimpiadi invernali (all’art. 4: “esecuzione delle pene detentive per tossicodipendenti in programma di recupero”). Un colpo di coda, a fine legislatura, che si basa su inquietanti principi.
Innanzitutto abolisce ogni distinzione tra spaccio e consumo di sostanze stupefacenti, inoltre abolisce ogni differenza tra le cosiddette droghe leggere (hashish e marijuana) e quelle pesanti (eroina, cocaina, ecc.), criminalizzando di fatto centinaia di migliaia di giovani consumatori, condannandoli a pene spropositate (si parla fino a 20 anni di carcere). Criminalizzazione e rinnovo delle tabelle sulle quantità considerate lecite, questi gli aspetti che guidano il cosiddetto stralcio Giovanardi, che di fatto presenta i punti piú duri in termini di repressione del famigerato disegno di legge Fini n.2953.
Molte iniziative hanno contestato nelle scorse settimane l’iter legislativo della proposta Giovanardi. Una manifestazione antiproibizionista è prevista per l’11 marzo a Roma. Meeting point ore 16.00 a P.zza Esedra a Firenze appuntamento per il treno alle 10.30.
Il 25 marzo con il Convegno di Roma (università La Sapienza ore 10:00) organizzato dal “Forum libertà di movimento” sui temi:
1)Amnistia;
2) depenalizzazione delle lotte sociali;
3) chiusura dei Cpt;
4) antiproibizionismo.
Un’ulteriore occasione per sviluppare percorsi già avviati di critica radicale ai dispositivi di controllo e alle istituzioni totali.
Il 26 marzo a Roma, presso l’università La Sapienza di Roma, a partire dalle 10:00, proponiamo di dare vita ad un Laboratorio delle reti sociali.
Un Laboratorio, perchè segnato dal carattere sperimentale e aperto, dove possano trovare voce le battaglie e i conflitti sociali che hanno animato gli ultimi mesi: le lotte per la cittadinanza e contro i Cpt, quelle per il reddito, la casa e contro la precarietà, le grandi battaglie ambientali, le forme di resistenza alla guerra e per il ritiro immediato delle truppe, i conflitti sul sapere e la sua circolazione, l’antiproibizionismo. Uno spazio comune dove provare a valorizzare la relazione tra i protagonisti sociali delle lotte, affinchè comuni elementi di programma possano iniziare a prendere forma.